Fattura Elettronica

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Conservazione a norma e-Fatture 2019: proroga2021-11-02T16:25:28+01:00

 

Con il comunicato n. 49 il Ministero dell’Economia e delle Finanze, anticipando le misure del decreto ‘Sostegni’ in corso di redazione, introduce la proroga a Giugno 2021 dell’obbligo di completare il processo di Conservazione a norma delle Fatture elettroniche relative al periodo di imposta 2019. La scadenza viene dunque posticipata di tre mesi rispetto all’originaria fissata al 10 marzo 2021, ovvero il terzo mese successivo al 10 dicembre 2020, data ultima di presentazione delle dichiarazioni annuali (a seguito riprogrammazione per emergenza Covid-19).

La proroga in via di definizione considera il fatto che l’adempimento è una novità nel panorama delle scadenze tributarie, primo obbligo dall’introduzione generalizzata, nel 2019, delle e-Fatture per le operazioni B2B e B2C.

Comunicato completo diffuso dal MEF:

https://www.mef.gov.it/ufficio-stampa/comunicati/2021/documenti/comunicato_0049.pdf

E-fatture e PA: le cause di rifiuto di una fattura.2020-11-17T16:08:31+01:00

Dal 6 novembre scorso è entrato in vigore il decreto ministeriale del 24/08/2020 n. 132  del Ministero dell’Economia e delle Finanze che indica per quali motivi una fattura inviata ad una Pubblica Amministrazione può essere rifiutata.

Questo decreto modifica il decreto ministeriale 3 aprile 2013, n. 55 inserendo l’art. 2 bis.

Di seguito il testo:

«Art. 2-bis (Cause che consentono alle amministrazioni destinatarie di rifiutare le fatture elettroniche).

1) Le pubbliche amministrazioni non possono rifiutare le fatture elettroniche al di fuori dei seguenti casi:

a) fattura elettronica riferita ad una operazione che non e’ stata posta in essere in favore del soggetto destinatario della trasmissione;

b) omessa o errata indicazione del Codice identificativo di Gara (CIG) o del Codice unico di Progetto (CUP), da riportare in fattura ai sensi dell’articolo 25, comma 2, del decreto-legge 24 aprile 2014, n. 66, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 giugno 2014, n. 89, tranne i casi di esclusione previsti dalla lettera a) del medesimo comma 2;

c) omessa o errata indicazione del codice di repertorio di cui al decreto del Ministro della salute 21 dicembre 2009, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 17 del 22 gennaio 2010, da riportare in fattura ai sensi dell’articolo 9-ter, comma 6, del decreto-legge 19 giugno 2015, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2015, n. 125;

d) omessa o errata indicazione del codice di Autorizzazione all’immissione in commercio (AIC) e del corrispondente quantitativo da riportare in fattura ai sensi del decreto del Ministero dell’economia e delle finanze, di concerto con il Ministero della salute, del 20 dicembre 2017, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 302 del 29 dicembre 2017, attuativo del comma 2 dell’articolo 29 del decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 giugno 2017, n. 96, nonché secondo le modalità indicate nella circolare del Ministero dell’economia e delle finanze, di concerto con il Ministero della salute, n. 2 del 1° febbraio 2018;

e) omessa o errata indicazione del numero e data della determinazione dirigenziale d’impegno di spesa per le fatture emesse nei confronti delle Regioni e degli enti locali.

2. Le pubbliche amministrazioni non possono comunque rifiutare la fattura nei casi in cui gli elementi informativi possono essere corretti mediante le procedure di variazione di cui all’articolo 26 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633.

3. Il rifiuto della fattura è comunicato al cedente/prestatore con le modalità individuate dal paragrafo 4.5 dell’allegato B al presente regolamento nonché dalle relative specifiche tecniche, previste dal medesimo allegato al paragrafo 1, entro il termine da queste indicato.»;

b) al paragrafo 4.5 dell’allegato B, dopo il capoverso «Le ricevute ed i messaggi di notifica sono predisposti secondo un formato XML la cui struttura è riportata nelle specifiche tecniche.» è inserito il seguente capoverso «Il soggetto destinatario, nel caso in cui notifichi al trasmittente il rifiuto della fattura elettronica, deve indicare la causa del rifiuto riportando i casi previsti dall’articolo 2-bis, comma 1.».

Fonte: https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2020/10/22/20G00148/sg

 

 

Nuovo tracciato Fatture XML2020-10-07T15:09:18+02:00

Il Provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate del 28 febbraio 2020 modifica gli schemi ed i controlli introducendo nuove codifiche “Tipo Documento” e “Natura.

In considerazione dell’attuale situazione emergenziale dovuta alla crisi epidemiologica COVID-19 e recependo anche le istanze degli operatori e delle associazioni di categoria, il provvedimento Prot. n. 166579/2020 (“Modifiche al provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate n. 89757 del 30 aprile 2018, come modificato dai provvedimenti del Direttore dell’Agenzia delle entrate n. 524526 del 21 dicembre 2018, n. 107524 del 29 aprile 2019, n. 164664 del 30 maggio 2019, n. 738239 del 30 ottobre 2019, n. 1427541 del 17 dicembre 2019 e n.99922 del 28 febbraio 2020.”) ha modificato i termini di obbligatorietà nell’adeguamento alla nuova versione delle specifiche tecniche della fatturazione elettronica.

A partire dal 1° Ottobre 2020, fino al 31 Dicembre 2020 le fatture elettroniche e le note di variazione verranno accettate sia con il nuovo schema approvato dall’Agenzia (versione 1.6.1), che con lo schema attualmente in vigore (versione 1.5).

Dal 1° gennaio 2021 il Sistema di Interscambio accetterà esclusivamente fatture elettroniche e note di variazione predisposte con il nuovo schema (versione 1.6.1).

La modifica dello schema XML della fattura elettronica ha l’obiettivo di implementare il tracciato file fattura grazie all’introduzione di nuovi Codici natura, che dovranno essere utilizzati per identificare le ragioni di mancata applicazione dell’IVA, e nuove tipologie di documenti. Questo consentirà di:

  • recepire le richieste pervenute dagli operatori al fine di rendere più rapida e sicura la contabilizzazione dei dati nei software gestionali;
  • rendere più efficienti i processi di assistenza e controllo dell’Amministrazione finanziaria.

 

Tra le modifiche apportate, sono previste:

TipoDocumento”. L’aggiunta di nuove tipologie di documento per una corretta contabilizzazione, nonchè per agevolare la corretta precompilazione dei registri IVA.

Le numerose modifiche sono state introdotte per favorire l’integrazione e l’interoperabilità dei dati che transitano dal Sistema di Interscambio verso i gestionali delle aziende e degli studi professionali, sia verso l’Agenzia delle entrate, per avviare l’elaborazione automatica dei dati ai fini della messa a disposizione della dichiarazione IVA precompilata e dell’esterometro.

Il provvedimento del 28 febbraio introduce inoltre nuovi Codici relativi alla Ritenuta applicabile, con maggior dettaglio rispetto al passato.

Un’altra importante novità del Provvedimento in esame riguarda la definizione dei Codici utilizzati per definire le cause per le quali si procede a non addebitare l’IVA. Per permettere l’elaborazione delle dichiarazioni IVA precompilate i nuovi codici semplificano l’identificazione della spiegazione per la quale non si addebita l’imposta. I codici natura delle operazioni senza addebito d’imposta saranno:

Le ulteriori novità introdotte riguardano il campo Dati Bollo con introduzione della opzionalità nella compilazione dell’elemento Importo Bollo con l’importo dell’imposta dovuta.

Pertanto, la voce Bollo Virtuale del campo “Dati Bollosarà sempre valorizzato nei casi in cui sia prevista l’imposta di bollo. Diventerà opzionale l’elemento “Importo Bollo”, dove si potrà riportare o meno l’importo dell’imposta di bollo dovuta.

Con la versione 1.6.1. sono state apportate ulteriori variazioni alla possibilità di utilizzo dei Codici generici sulla natura operazioni (N2, N3 o N6) nelle descrizioni delle Fatture ordinarie e semplificate.

Sono stati inoltre introdotte variazioni ai controlli con codice 00445 e 00448.

Tutti i dettagli delle modifiche sono disponibili al seguente link: Allegato A.

 

SDI introduce nuovi Controlli sulle Fatture Elettroniche2019-08-27T09:40:32+02:00

 

I controlli sulla sintassi della Fattura, a cura del Sistema di Interscambio, diventano più stringenti.

A partire dal 31 luglio scorso, AdE ha pubblicato la versione 1.5 delle Specifiche Tecniche per il colloquio con il Sistema di Interscambio nell’ambito del processo di fatturazione elettronica fra soggetti privati.

Tra le novità introdotte riportiamo di seguito l’estratto di alcuni nuovi Codici Errore che, dalla suddetta data, potrebbero essere presenti nelle notifiche di scarto ricevute da SDI:

  • errore 324: nel caso di IdFiscaleIVA non di gruppo IVA e di presenza anche del CodiceFiscale, il sistema controlla che facciano riferimento allo stesso soggetto; in caso contrario il file viene scartato.
  • errore 325: nel caso di IdFiscaleIVA di gruppo IVA, il sistema verifica che sia presente anche il CodiceFiscale e che appartenga a uno dei partecipanti al gruppo; se è presente ma non è di partecipante al gruppo IVA, il file viene scartato.
  • errore 326: nel caso di IdFiscaleIVA di gruppo IVA, il sistema verifica che sia presente anche il CodiceFiscale e che appartenga a uno dei partecipanti al gruppo; se il CodiceFiscale non è presente il file viene scartato.

 

Per maggiori approfondimenti, suggeriamo di fare riferimento alle specifiche contenute nel documento integrale pubblicato dall’AdE, disponibile cliccando qui.

Fatturazione Elettronica: si consolida la collaborazione tra Trust Technologies e Ifin2019-08-06T14:49:52+02:00

Fatturazione Elettronica

L’esperienza della Certification Authority  di Telecom Italia e un leader nel settore della Gestione Documentale per dare vita ad una nuova soluzione tecnologicamente avanzata nelle e-fatture.

Performance di servizio importanti, assistenza rapida e professionalità, saranno i plus della nuova soluzione Trust Invoice.

Fatturazione Elettronica

L’AD di TI Trust Technologies, Salvatore Nappi: “Puntiamo agli aspetti importanti che un servizio di questo tipo deve garantire a ciascuna tipologia di cliente, al di là di un mero confronto sul prezzo.”

Leggi l’articolo completo >

Conservazione a Norma gratuita delle Fatture da parte dell’Agenzia delle Entrate2019-03-18T16:11:17+01:00

Conservazione-fatture-Agenzia-delle-Entrate

Più di qualche perplessità viene espressa dalla Associazione Nazionale dei Commercialisti in merito alla Conservazione a Norma fornita dall’Agenzia delle Entrate.

Il focus si concentra su quanto riportato nel contratto che viene proposto: «Accordo di Servizio per la Conservazione delle Fatture Elettroniche», quando viene esplicitata la dichiarazione di non assunzione di responsabilità verso il contribuente, da parte dell’Agenzia stessa, in caso di perdita o violazione dei dati conservati.

Per approfondimenti: https://www.ilsole24ore.com/art/norme-e-tributi/2018-10-29/fattura-elettronica-l-antitrust-apre-fascicolo–beffa-conservazione-irresponsabile-183531.shtml?uuid=AETf3gXG

 

Fonte: www.ilsole24ore.com

Codice destinatario o PEC?2021-12-22T14:30:10+01:00

Probabilmente, avrete già cominciato a ricevere lettere come questa:

Codice-destinatario-o-pec

Come dobbiamo comportarci?

Ovviamente, se abbiamo registrato sul sito della Agenzia delle Entrate il Codice Destinatario di Trust Technologies, che, ricordo è: TPICRCA, tutte le fatture ci verranno già automaticamente recapitate sul nostro portale, e non sarebbe necessario comunicarlo anche ad ogni nostro singolo fornitore. Ma poiché non tutti sono stati bravi come noi, è comprensibile e pienamente giustificabile che i fornitori chiedano a tutti i loro clienti se devono usare il loro codice destinatario (e quale)  o la partita iva (e quale). Questa informazione sarà registrata sul data base delle loro anagrafiche per essere poi utilizzata per inviarci le fatture.
Siamo dunque cortesi, e rispondiamo comunque fornendo loro l’informazione che chiedono, in questo modo:

  1. Non indichiamo alcuna PEC.
  2. Indichiamo il nostro codice destinatario, che è: TPICRCA

Ci saranno conflitti a livello informatico per il fatto che abbiamo già registrato il Codice Destinatario sul sito della Agenzia delle Entrate? No, nessun problema.

A questo punto sorgono spontanee due domande:

  • Avete già registrato il vostro Codice Destinatario sul sito della Agenzia delle Entrate per ricevere correttamente tutte le vostre Fatture Elettroniche Passive? Se non lo avete ancora fatto, ed il vostro servizio Fattura Elettronica Sicura è già stata attivato, fatelo immediatamente, perché correte il rischio di perdere delle fatture. Trovate qui le istruzioni.
  • Avete provveduto a chiedere ai vostri clienti i loro riferimenti (codice destinatario o PEC) per le vostre Fatture Elettroniche Attive? Fatelo al più presto, utilizzando se credete lo stesso testo della lettera che avete letto qui sopra.

 

Il Team “Fatturazione Elettronica” di Trust Technologies

Registrazione Fatture Elettroniche: quali impatti?2019-08-06T14:30:16+02:00

Con l’approvazione in Senato, il ‘Decreto Dignità’ è diventato Legge.

Tra gli emendamenti introdotti negli ultimi giorni, ci sono importanti novità nell’ambito della Fatturazione Elettronica. Oltre alla già annunciata posticipazione, al 1° gennaio 2019, della obbligatorietà per i settori della cessione di carburante per motori e per le prestazioni di subappaltatori nel quadro di un contratto di appalti pubblici, è stata introdotta una rilevante novità: l’abolizione dell’Obbligo di Registrazione delle Fatture, emesse o ricevute.
A beneficiare dell’abolizione sono le Fatture Elettroniche relative a cessioni di beni e prestazioni di servizi effettuate tra soggetti residenti, stabiliti o identificati nel territorio nazionale.

Si attendono ora chiarimenti dall’Agenzia delle Entrate sull’applicazione del Decreto, mentre la Registrazione delle Fatture, obbligatoria o meno, sembra restare comunque una attività irrinunciabile per la contabilità aziendale. Per Trust Technologies, che propone alle Aziende e alle Software House la soluzione completa di Fatturazione Elettronica in qualità di Intermediario, la novità introdotta appare una notevole semplificazione del processo.
Allo stato attuale, infatti, prima di poter versare nel Sistema di Conservazione a norma (già “Conservazione Sostitutiva”) le fatture del Ciclo Passivo, occorre attendere l’inserimento del Numero di Registrazione, della Data di Registrazione e del Sezionale, e tenere di conseguenza ‘in sospeso’ le Fatture Elettroniche ricevute, fino ad avvenuta Registrazione.

Quando l’Agenzia delle Entrate ufficializzerà le novità sarà possibile versare immediatamente e direttamente le Fatture Elettroniche del Ciclo Passivo nel Sistema di Conservazione a norma appena le si riceve, senza ulteriori indugi e quindi con un processo molto più veloce in quanto indipendente da eventi che è necessario attendere e che possono condizionare il completamento dell’intero ciclo.

Come registrare l’indirizzo telematico2021-12-22T14:30:13+01:00

La funzionalità di REGISTRAZIONE INDIRIZZO TELEMATICO al quale ricevere tutte le FATTURE ELETTRONICHE è disponibile sul sito della Agenzia delle Entrate.

 

PERCHÉ È IMPORTANTE L’INDIRIZZO TELEMATICO PER LE FATTURE ELETTRONICHE

Registrare il tuo INDIRIZZO TELEMATICO è molto importante: ti consentirà infatti di ricevere in modo automatico TUTTE le fatture elettroniche sul canale che hai scelto. Diversamente, le fatture elettroniche potrebbero pervenirti su canali diversi creandoti una notevole complessità della loro gestione.

L’INDIRIZZO TELEMATICO può essere costituito da un CODICE  DESTINATARIO o da un INDIRIZZO PEC. La nostra scelta tecnologica è stata quella di utilizzare il CODICE DESTINATARIO, perché consente un trattamento automatico delle fatture, non farà intasare la tua casella PEC, e non rischierai di perdere delle fatture se la tua PEC è temporaneamente fuori servizio, oppure ha raggiunto la sua dimensione massima. Potrai comunque modificare la scelta in ogni momento.

 

DOVE TROVERAI LE FATTURE SE REGISTRI IL CODICE DESTINATARIO

Registrando questo Codice Destinatario, se utilizzi il profilo base del nostro servizio, troverai automaticamente sul tuo cruscotto web tutte le fatture che ti sono destinate. Se invece utilizzi il profilo PLUS, ed il tuo gestionale è integrato, troverai automaticamente tutte le tue fatture direttamente sul tuo gestionale.

QUAL È IL TUO CODICE DESTINATARIO

Il Codice Destinatario non è un codice specifico di un Partita Iva, ma identifica il canale dell’Intermediario che si utilizza.

Se sei un utente della nuova piattaforma Trust Invoice il Codice Destinatario è: TPICRCA

 

ATTENZIONE: Registra e/o comunica ai tuoi clienti il CODICE DESTINATARIO solo dopo che il servizio di FATTURAZIONE ELETTRONICA ti è stato attivato. Dal momento che tu lo registri o lo comunichi, infatti, potrebbero arrivarti subito fatture elettroniche.

 

CREDENZIALI PER LA REGISTRAZIONE DEL CODICE DESTINATARIO

Il CODICE DESTINATARIO si registra sul sito della Agenzia delle Entrate. Per accedere alla funzionalità dovrai  avere a disposizione le credenziali aziendali di accesso valide per FISCONLINE/ENTRATEL, oppure le credenziali SPID per la tua partita iva.

 

REGISTRAZIONE CODICE DESTINATARIO

Diamo per acquisito che ora disponi delle Credenziali per Accedere al servizio della Agenzia delle Entrate. Vai allora all’indirizzo: https://agenziaentrate.gov.it

 

Ti comparirà questa schermata:

come registrare l'indirizzo telematico

 

Ora accedi con le tue credenziali. Ti apparirà questa schermata:

come registrare l'indirizzo telematico

Clicca su “Registrazione dell’indirizzo telematico dove ricevere tutte le fatture elettroniche

Ti apparirà questa schermata:

come registrare l'indirizzo telematico

Seleziona “CODICE DESTINATARIO” ed inserisci il codice destinatario TPICRCA .

Dopo avere inserito il Codice, premi il bottone “CONFERMA”.

Ti apparirà questa schermata:

come registrare l'indirizzo telematico

Seleziona “Accettare per Proseguire” e premi il bottone “PROCEDI”

Hai completato la REGISTRAZIONE DEL CODICE DESTINATARIO!

Il Team Trust Technologies

GDPR: General Data Protection Regulation2019-08-06T14:33:06+02:00

A partire dal 25 maggio 2018 è diventato obbligatorio in tutti gli Stati membri della UE il Regolamento 2016/679, noto anche come GDPR (General Data Protection Regulation), che prevede prescrizioni, con riguardo al trattamento e alla libera circolazione dei dati personali delle persone fisiche.

INTERVISTA A GUIDO ALLEGREZZA SUL REGOLAMENTO GDPR

Trust Technologies è un Qualified Trusted Service Provider: opera cioè, in conformità al regolamento UE 910/2014 (eIDAS), per i servizi di Firma Digitale, Marca Temporale e Posta Elettronica Certificata, ma anche Fatturazione Elettronica e Rilascio di Certificati SSL per la protezione dei siti Web. Abbiamo chiesto a Guido Allegrezza, Responsabile della Compliance di Trust Technologies, come la società abbia affrontato e gestito il nuovo scenario normativo.

IL GDPR PER UN FORNITORE DI SERVIZI

Trust Technologies pensa che la sicurezza sia un sistema sempre operativo e funzionante e non un insieme di regole cui adempiere compilando check-list o emettendo documenti che poi nessuno legge. Prepararsi e varare gli interventi di attuazione del GDPR è stata una nuova opportunità di riflessione e di crescita.

GDPR: COMPLESSITA’

Nel mondo dei Qualified Trust Service Provider, gli schemi di riferimento tecnico e normativo sono talmente complessi e collegati fra loro che una modifica in un senso porta necessariamente con sé impatti sulle altre parti del sistema.

GDPR: CONCETTO DI ACCOUNTABILITY

L’elemento centrale che la nuova regolamentazione privacy europea introduce è il concetto di “accountability”, ovvero la capacità di dimostrare la conformità al Regolamento e l’adozione delle misure di sicurezza individuate con un approccio “risk based”, in relazione ai diritti e alla libertà dei cittadini dell’UE.

ADEGUAMENTO AL GDPR

Forti della nostra abitudine a lavorare in termini di compliance tecnica e normativa, abbiamo impostato e varato il nostro programma di adeguamento al GDPR con un approccio sistematico.  Sono stati coinvolti gli aspetti legali, organizzativi, procedurali e tecnologici. Abbiamo rivisto i nostri processi operativi per individuare e delineare i trattamenti dei dati personali e le loro finalità, verificare il livello di rischio legato alle attività in corso (un processo che svolgiamo ogni anno nell’ambito della certificazione ISO27001). E ancora, abbiamo rivisitato gli aspetti organizzativi per assicurare il corretto funzionamento di un sistema di gestione per la protezione dei dati (ruoli, responsabilità, misure di sicurezza relative agli aspetti fisici, tecnici, organizzativi e legali).

GDPR: NOVITA’

Vi sono altri aspetti di novità che introduce il GDPR e che rafforzano e consolidano la disciplina fondata sul Codice Privacy:

Privacy by default e by design

Non si deve effettuare un trattamento di dati personali fintanto che l’intero sistema di protezione non sia già stato definito e messo in atto. Ciò vuol dire che l’approccio al trattamento dei rischi in materia di privacy deve essere parte del processo di progettazione di un sistema o di un applicativo.

Privacy impact assessment

Quando un trattamento può presentare un rischio elevato, per i diritti e le libertà delle persone fisiche, prima di attuarlo è necessario valutarne l’impatto sulla protezione dei dati considerandone tutti gli aspetti di rilievo al fine di mettere in campo le misure necessarie ad affrontare i rischi derivanti e verificando, in sostanza, se esso è conforme alla normativa.

Data Protection Officer

È una figura che deve essere nominata quando i trattamenti sono svolti da un soggetto pubblico, oppure su larga scala, o riguardano categorie particolari di dati (compresi quelli relativi a condanne e reati). Il suo è un ruolo di terzietà, consulenza e rappresentanza, dedicato a verificare e mantenere nel tempo l’attuazione del Regolamento.

Data Breach Management

È un sistema di regole e di procedure per assicurare l’applicazione delle procedure previste: dalla segnalazione, alla risoluzione, alla corretta gestione di eventuali violazioni dei dati personali (data breach) in caso di distruzione, perdita, modifica, divulgazione non autorizzata o accesso ai dati personali trasmessi, conservati o trattati.

Diritti dei cittadini

Il Regolamento estende e rinforza i diritti dell’interessato, stabilendo diritti fondamentali come quello all’accesso ai dati trattati e alle informazioni connesse, all’oblio e alla loro consegna. Si tratta in gran parte di diritti connessi con lo sviluppo delle piattaforme social, ma che hanno impatti anche sui servizi più tradizionali.

CODICE PRIVACY NON PIU’ APPLICABILE

Infine, dobbiamo ricordare che il GDPR prevede spazi di manovra da parte del Legislatore nazionale. In Italia, il Governo avrebbe dovuto adottare entro il 21 maggio 2018 i decreti legislativi necessari ad armonizzare la normativa italiana al GDPR. Ad oggi, la delega non è stata ancora esercitata ed il termine per l’adozione del decreto è slittato al prossimo 21 agosto 2018, con la conseguenza che l’intero Codice privacy, per la parte in contrasto col GDPR, non può più essere applicato dopo lo scorso 25 maggio 2018”.

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