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TI Trust Technologies è Qualified Trust Service Provider2019-08-01T15:40:29+02:00

TI Trust Technologies è Qualified Trust Service Provider

IMQ, ente accreditato da Accredia per la valutazione di conformità EiDAS e ETSI EN 319 403, per la valutazione dei Prestatori di servizi fiduciari e dei servizi da essi forniti, ha di recente certificato TI TRUST TECHNOLOGIES come Qualified Trust Service Provider per il servizio di Validazione Temporale elettronica: con il riconoscimento dell’Agenzia per l’Italia Digitale, TI Trust Technologies può erogare servizi che hanno pieno valore legale in tutto il territorio dell’UE.

Per leggere il comunicato integrale, pubblicato sul sito di IMQ, collegati al seguente link: http://www.imq.it/it/news_media/news/News_362_Digitale.

Avviso ai Clienti: emissione nuovi Certificati digitali con algoritmo SHA22016-10-04T10:30:46+02:00

In linea con gli Standard del CA Browser Forum, relativamente all’emissione dei Certificati digitali, TI Trust Technologies informa i propri Clienti che, a partire dal 1° gennaio 2017, diversi Application Software Provider (es. Google Chrome) procederanno alla rimozione dell’algoritmo SHA1 dai loro software.
In conseguenza di questa azione i Certificati digitali con algoritmo SHA1, benché ancora in corso di validità, potrebbero non funzionare e gli utenti potranno visualizzare messaggi di errore specifici.

Ricordiamo ai nostri Clienti che, a partire dal 1° gennaio 2016, l’algoritmo SHA2 costituisce l’unico standard con il quale TI Trust Technologies emette i nuovi Certificati digitali. Tutti coloro che abbiano richiesto l’emissione di un nuovo Certificato o il rinnovo di un Certificato digitale, a partire dalla suddetta data, sono pertanto esclusi dal presente avviso.

Come occorre comportarsi?
Le disposizioni del CA Browser Forum non prevedono alcun obbligo di revoca dei
Certificati digitali con algoritmo SHA1, tuttora validi e utilizzati.
Ai nostri Clienti in possesso dei Certificati digitali, con algoritmo SHA1, la cui
scadenza è successiva al 31 dicembre 2016 desideriamo tuttavia suggerire di inoltrarci
al più presto richiesta di rinnovo del Certificato, in ogni caso non oltre il termine
del 30 novembre prossimo, in modo da consentirci di elaborare correttamente e
velocemente la richiesta.

Non posso aggiornare il mio hardware o non farò in tempo a rinnovare il Certificato
entro il 1° gennaio 2017. Cosa succede?
Il Certificato digitale con algoritmo SHA1 continuerà ad essere valido ma potrà
generare messaggi di errore laddove non più riconosciuto dai software in circolazione.
Per mantenere la fiducia e garantire la sicurezza dei vostri utenti suggeriamo di:
– provvedere appena possibile agli eventuali adeguamenti hardware necessari per
ospitare Certificati digitali con nuovo algoritmo SHA2;
chiedere il rinnovo del Certificato, ancorchè non ancora scaduto, preferibilmente
entro il termine del 30 novembre prossimo.

Per ulteriori informazioni è a disposizione il nostro Numero Verde gratuito 800 28 75
24.

Il team di TI Trust Technologies Srl

Roma, 8 marzo 2016. A Palazzo Vidoni la conferenza stampa di presentazione di SPID, il Sistema Pubblico di Identità Digitale2016-03-08T09:55:34+01:00

Martedì 8 marzo alle ore 9:30 – presso la sala Giannini di Palazzo Vidoni a Roma si tiene la conferenza stampa di presentazione di SPID, il Sistema Pubblico di Identità Digitale.

All’incontro partecipano il Ministro per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione Marianna Madia, il direttore generale di AgID Antonio Samaritani, i responsabili delle amministrazioni centrali e locali che per prime consentiranno l’accesso ai propri servizi tramite SPID, e i primi gestori di identità digitale accreditati.

Per TIM è presente l’Amministratore Delegato Marco Patuano.

Leggi l’articolo completo sul sito istituzionale del Gruppo Telecom: http://www.telecomitalia.com/tit/it/innovazione/digital-champions/identita-digitale-sicurezza-vantaggi-cittadino.html.

IDC Banking Forum 2016 – Intervista a Leopoldo Genovesi, AD di Trust Technologies2016-03-08T09:41:44+01:00

Il nuovo programma SPID per l’identità digitale e il ruolo delle banche: la strategia di Telecom Italia Trust Technologies raccontata dall’Amministratore Delegato Leopoldo Genovesi.

Intervista a cura del Direttore di AziendaBanca, A. Grisoni.

TI Trust Technologies protagonista all’IDC Banking Forum 20162016-02-17T16:50:16+01:00

TI Trust Technologies è stata lieta di partecipare all’IDC Banking Forum 2016, tenutosi a Milano nella giornata del 16 febbraio.
E’ stata l’occasione per affrontare, insieme ai principali attori del panorama bancario italiano, il tema della “digital transformation“.
Il mobile banking, il real-time banking, i P2P e l’m-payments sono i nuovi driver che richiedono una rivisitazione dei processi, per consentire al cliente:
– una semplificazione delle operazioni quotidiane, attraverso l’integrazione dei canali fisici e virtuali;
– la scelta tra una gamma di servizi e prodotti più snelli, al passo con le nuove tecnologie, per soddisfare la necessità di interazione veloce con i propri Istituti di Credito;
– la possibilità di fruire delle soluzioni che il mondo digitale è in grado di mettere in campo, senza tralasciare gli aspetti della sicurezza.

TI Trust Technologies è la Certification Authority del Gruppo Telecom Italia, per i servizi: PEC, Firma digitale, Conservazione a norma, processi di digitalizzazione. Recentemente ha ottenuto l’accreditamento presso AgID come Gestore di pubblico servizio per l’Identità Digitale SPID.

SPID – TI Trust Technologies è accreditata ufficialmente ‘Identity Provider’.2015-12-21T10:11:11+01:00

TI Trust Technologies S.r.l. ottiene l’accreditamento al ruolo di Identity Provider (IdP) per il Servizio SPID.
Nell’articolo pubblicato sul sito del Corriere della Sera digitale, il 19 dicembre scorso, il direttore dell’Agenzia per l’Italia Digitale – Antonio Samaritani – annuncia pubblicamente la conclusione della procedura di accreditamento dei primi tre gestori di Identità Digitale SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale) che avevano inoltrato domanda dal settembre scorso.
Telecom Italia, attraverso la sua Certification Authority – TI Trust Technologies Srl – è una delle tre società che gestiranno le credenziali di accesso ai servizi di pubbliche amministrazioni e aziende.

Leggi l’articolo del Corriere.it: http://www.corriere.it/tecnologia/economia-digitale/15_dicembre_18/agid-identita-digitale-identity-provider-accreditamento-spid-fe552daa-a5c9-11e5-a238-fd021b6faac8.shtml.

Fonte ufficiale SPID: Agenzia per l’Italia Digitale – http://www.agid.gov.it/notizie/2015/12/19/spid-accreditati-i-primi-gestori-identita-digitale.

SPID: “Renderlo obbligatorio e servizi subito online”. Intervista all’AD di Trust Technologies, L. Genovesi2015-12-11T15:12:53+01:00

L’identità digitale decollerà non appena la PA metterà in rete servizi utili per i cittadini. Key4Biz intervista Leopoldo Genovesi, Amministratore Delegato di TI Trust Technologies.

Il vero successo dello SPID? Renderlo obbligatorio e mettere online servizi interessanti per cittadini e imprese.

Sono queste secondo le imprese le priorità per il decollo del pin unico digitale, chiave di volta di Italia Login, la casa digitale degli italiani su cui la politica non sembra avere le idee troppo chiare.

“Il successo dello SPID? Dipenderà dalla velocità con cui la PA metterà a disposizione servizi che interessano i cittadini e dal fatto di rendere obbligatoria l’adozione dell’identità digitale come avvenne a suo tempo per La PEC da parte delle PMI”. La pensa così Leopoldo Genovesi, Amministratore Delegato di Telecom Italia Trust Technologies, che lo scorso 15 settembre ha fatto domanda per diventare Identity Provider.

 Lo SPID sarà gratuito per due anni per tutti cittadini che ne faranno domanda nel 2016, la scelta del livello di sicurezza (ce ne sono tre) sarà a carico degli enti pubblici (Inail e Agenzia delle Entrate) in base ai servizi erogati. In altre parole, sarà l’INAIL, ad esempio, a decidere il livello di sicurezza da assegnare per l’accesso ai diversi servizi forniti, per esempio la gestione delle colf.

Gli identity provider pubblici disponibili a mettere online i servizi sono Inail, Agenzia delle Entrate, Inps; alcune regioni (Emilia Romagna, Toscana, Friuli Venezia Giulia, Piemonte, Ligura, Marche) e un pugno di Comuni (Firenze, Milano e Lecce).

Telecom Italia, Poste e Infocert hanno fatto domanda di accreditamento come identity provider privati il 15 settembre e sono in attesa di conoscere il responso di AGID, che ha 180 giorni per decidere.

Sulla gratuità o meno dello SPID è nato un dibattito, a volte demagogico, sull’opportunità o meno di fornire l’identità in modo gratuito all’utenza.

 Un dibattito che però non sembra tenere conto dei costi da sostenere per gli identity provider privati per l’erogazione del servizio e per le transazioni.

Per questo, sul modello di business per gli identity provider privati si sta ancora lavorando anche perché le transazioni per gli identity provider pubblici sono gratuite mentre quelle dei provider privati sono a pagamento. Ma perché il sistema regga è necessario che i privati, in quanto concessionari per conto dello Stato, possano trovare una fonte di ricavi solida.

“Il vero successo di SPID si giocherà sulla rapida disponibilità di servizi e applicazioni interessanti per i cittadini – dice Genovesi – Se ci saranno applicazioni pubbliche che siano simili a Facebook, Twitter e Amazon ad esempio, il pagamento di 5 o 10 euro all’anno per lo SPID non sarà un problema per i cittadini”.

In altre parole, nel momento in cui sarà possibile l’accesso a servizi online come il pagamento online della mensa scolastica, delle bollette o dei servizi delle Attività Produttive per le aziende lo SPID non avrà problemi a decollare.

Il modello da seguire è un po’ quello dell’home banking, che fornisce un servizio comodo per l’utente, ben contento di sbrigare online operazioni senza la necessità di recarsi allo sportello.

Ed è proprio questo il nodo che la politica e la PA dovranno sciogliere al più presto, mettendo in rete servizi ‘comodi’ e ‘semplici’ in tempi stretti. Altrimenti il rischio è che lo SPID disegni la stessa parabola discendente della CIE (Carta d’Identità Elettronica) o della CNS (Carta Nazionale dei Servizi): 20 o 30 milioni di carte erogate senza però mettere a punto servizi connessi. Lo Stato le distribuiva gratis, però non le usava nessuno.

Se i servizi ci saranno, invece, il cittadino sarà certamente disponibile a spendere 5-10 euro all’anno per lo SPID.

La lezione dell’eCommerce e di Amazon potrebbe servire anche perché negli altri grandi paesi europei – Germania, Francia, Regno Unito e Spagna – non esiste una situazione governata da leggi, regolamenti e norme per quanto riguarda l’identità digitale dei cittadini nel loro rapporto con la pubblica amministrazione. Soltanto paesi più piccoli, come l’Estonia, prevedono l’erogazione di una eIdentity unica per i cittadini, ma si tratta di un parallelo, quello fra Estonia e Italia, che non regge visto che il paese baltico conta complessivamente 1,3 milioni di abitanti a fronte dei circa 60 milioni di casa nostra. Dal punto di vista strutturale, “negli altri grandi paesi europei l’identità digitale non è garantita dalla legge come in Italia che peraltro è anche l’unico paese dove la PEC è normata da leggi”, chiude Genovesi.

 

fonte:
https://www.key4biz.it/il-successo-dello-spid-renderlo-obbligatorio-e-servizi-subito-online/
Disponibile il supporto EU Trusted List in Adobe Acrobat2015-12-11T10:44:57+01:00

Adobe rende finalmente disponibile il supporto alle Trusted List europee di Firma digitale.

Riportiamo l’estratto del comunicato ufficiale di Adobe, del 14 ottobre scorso, diramato dall’Agenzia per l’Italia Digitale:

“I am pleased to inform you that as part of a key update in our Adobe Document Cloud solutions, today we have made available the EU Trusted Lists to any Adobe Acrobat and Adobe Acrobat Reader users around the world.

From now on, any Adobe Acrobat users will be able to fully verify and trust PDF documents signed with qualified certificates issued by accredited Trusted Service Providers from all Europe […]”.

Sarà finalmente possibile firmare e verificare i documenti nel formato standard PDF attraverso il software Adobe Acrobat Reader.

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